Recensione – Machinarium

Genere: Avventure grafica
Piattaforme: PC, MAC
Sviluppatore: Amanita Design

E’ stato decisamente un caso di amore a prima vista…o forse no. E’ strano come sia finito ad avere fra le mani questo piccolo gioiello forse non ancora apprezzato appieno; questo perché PRIMO è stato messo in vendita relativamente da poco e SECONDO le software house indipendenti faticano ad accaparrarsi il loro angolino fra gli splendenti titoli quali CALL OF DUTY, THE SIMS e via dicendo…al che mi son detto, perché no?


Il mio rapporto con i giochi per computer si limita in maniera, passatemi il termine, forzata a World of Warcraft, The Sims 3 e Spore, quindi questa scelta va decisamente in direzione opposta rispetto ai miei generi. Perché forzata? Non è che nei negozi si trovino così facilmente giochi per sistemi MAC (eccezion fatta per i vari Football Manager, ma se mai dovessi arrivare ad acquistarne uno sparatemi).
Ma torniamo al gioco in questione…dopo una facilissima installazione, per la quale non sono serviti più di 400 Megabyte, ho avviato il tutto aspettandomi una super presentazione. Ed ecco la prima smentita ai miei canoni soliti in merito ai giochi per computer…la lentezza all’avvio del suddetto. In neanche trenta secondi mi sono ritrovato, piacevolmente sorpreso, nel primo livello, che ci presenta il protagonista dell’avventura nella quale mi sono appena imbarcato: un anonimo robot gettato in una discarica, un tipo qualunque insomma.
L’intero gioco è realizzato in Flash, il che gli conferisce un impatto visivo decisamente originale e ne semplifica le meccaniche ad un paio di click. Suona noioso, vero? Avete presente il Professor Layton? O quell’isola piena di scimmie? Magari non si raggiungeranno certi livelli di difficoltà, ma l’intero gioco ruota attorno a situazioni da risolvere con l’ausilio degli oggetti più o meno in evidenza sullo schermo, e sta al giocatore capire come destreggiarsi con essi per procedere nell’avventura. Il che porta immediatamente dopo a fare una riflessione di questo tipo: “Sono disposto a passare il mio tempo con un gioco del genere? Preferisco l’azione adrenalinica di uno sparatutto?”.
Se appartenete al secondo profilo…perché avete fatto questo acquisto?! Tornatevene in Corea o allo sbarco in Normandia! Se invece appartenete al primo profilo, sono certo che verrete ripagati per la pazienza che certi punti richiedono, per capire dove stia lo stramaledetto inghippo che impedisce al nostro amato robot di andare avanti e riuscire a salvare la sua robo-fidanzata. Ebbene sì, anche i robot hanno una fidanzata!
Oltre alla semplicità delle meccaniche di gioco, la quale si estende anche ai menu a scomparsa presenti nelle parti superiori e inferiori dello schermo, ci tengo a sottolineare la particolarità dello stile di disegno con il quale sono stati realizzati i personaggi, che talvolta risultano essere veramente stravaganti, come come i fondali dove si svolge l’azione. A coronare il tutto, le musiche degli ambienti si intonano perfettamente alla situazione nella quale vi trovate, senza essere troppo invasive, e la loro originalità sarà sicuramente motivo di appagamento per tutti i giocatori.
Nota di merito va anche ai contenuti extra del gioco, ovvero l’intera colonna sonora e i concept art di Machinarium.

Mi sento di consigliare questo titolo un po’ a tutti coloro che sono in cerca di un’avventura grafica semplice, di classe, forse un poco fuori dagli schemi, ma estremamente affascinante, dai ragazzi agli adulti, veterani e non di questo genere intramontabile.

Voto: 8

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